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Laura Flippen

Southern California

Focus: Death Valley National Park

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10
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Death Valley, il più grande parco nazionale degli Stati Uniti esclusa l’Alaska, è un luogo incredibile e magico. L’area del parco si estende su 1,34 milioni di ettari, con dune di sabbia alte quanto montagne, distese di sale sotto il livello del mare, misteriose rocce sonore e canyon di arenaria colorata. Gli estremi sono la norma: la Valle della Morte è il luogo più caldo e asciutto d’America, con temperature estive che raggiungono i 49 °C e precipitazioni che in media arrivano a 5 cm all’anno. Anche le altezze del parco sono estreme: Badwater Basin, il punto più basso del parco, si trova a 86 metri sotto il livello del mare, mentre Telescope Peak raggiunge 3.368 metri. E allora potete salire in alto, scendere in basso, patire il caldo o soffrire il freddo, sempre ammirando i meravigliosi panorami del deserto. Death Valley non vi deluderà in alcun modo.

 

 

 

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Ken Lund/ Flickr

Inn at Death Valley

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Inn at Death Valley
Soggiornate presso un lussuoso albergo degli anni '20 situato nel bel mezzo di un'oasi di palme

Lo storico Inn at Death Valley (un tempo chiamato In at Furnace Creek) fu costruito per proteggere la zona: la Pacific Coast Borax Company ne finanziò infatti la realizzazione allo scopo di salvare la Death Valley Railroad, di proprietà dell’azienda, quando si verificò un rallentamento delle attività legate al borace. Ai tempi in cui le automobili non erano ancora diffuse nel deserto, molte star di Hollywood sceglievano il treno per raggiungere questo rifugio nel deserto. La ferrovia oggi non c'è più, mentre per questo storico albergo del 1927 il tempo sembra non passare mai.Progettato da un architetto di Los Angeles che si ispirò alle missioni spagnole in California, l’albergo di 66 camere è situato su una collina rivolta a ovest e dai suoi patii in pietra si può ammirare il panorama sulla Death Valley e sulle Panamint Mountains. I tetti in tegole rosse e i muri a stucco risplendono nel sole del pomeriggio, accompagnati dall’oscillare delle palme e dal gorgoglìo dell’acqua nelle fontane. I caminetti all’aperto scintillano e ardono lungo i bordi delle piscine alimentate dall’acqua sorgiva. Se trascorrete anche una sola giornata all'interno del parco, non perdete l'occasione di rilassarvi a pranzo o all'ora del tè nell’accogliente sala da pranzo dell’albergo.Una partita di golf è gradevole su Furnance Creek.

In occasione di un aristrutturazione del 2107, sono state aggiunte 11 casitas con due camere ciascuna, un nuovo centro benessere, una nuova sala pranzo e tanto altro ancora. un maneggio dove poter fare una galoppata, come ai vecchi tempi,Furnace Creek Stables.

Il "The Oasis at Death Valley" offre anche soluzioni abitative non troppo costose, come un'albergo da 244 stanze, il "The Ranch at Death Valley", che si trova in fondo alla strada.

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John Buie/ Flickr

Golden Canyon e Zabriskie Point

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Golden Canyon e Zabriskie Point
Lo scenario surreale dei calanchi da due punti di osservazione privilegiati

Sulle rupi scoscese del Golden Canyon potete ammirare tutte le sfumature dell’oro, dall’arancio all’albicocca, fino al giallo intenso; le stratificazioni erose del canyon risplendono all’alba e al tramonto. Scegliete il punto di osservazione che più preferite: guidate fino a Zabriskie Point e osservate lo scenario dall’alto, oppure ammirate da vicino la sua vibrante bellezza con un’escursione nel Golden Canyon. Al turista occasionale, Zabriskie Point (vicino alla Highway 190) offre uno splendido panorama sul paesaggio surrelale dei calanchi e si raggiunge attraverso un breve percorso asfaltato lungo circa 90 metri.

"E' uno dei punti di osservazione più fotografati del parco, particolarmente affollato al tramonto."

È uno dei punti di osservazione più fotografati del parco ed è particolarmente affollato al tramonto. L’escursione per il Golden Canyon inizia dal lato opposto (fuori da Badwater Road, 5,6 km a sudest del centro per i visitatori). È un percorso agevole di 3,2 km circa andata e ritorno, che si può allungare compiendo un tratto circolare di 9 km. Partendo dal parcheggio, il sentiero sale gradualmente attraversando le dolci colline del canyon, colorate di giallo, beige e crema, che segnalano la presenza di minerali differenti. Con un piccolo sforzo in più si raggiunge Red Cathedral, un' imponente parete rossa, che deve il suo colore all’azione degli elementi atmosferici sulle rocce ricche di ferro.

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Scotty's Castle

Scotty’s Castle

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Scotty’s Castle
Lusso e opulenza in un luogo improbabile

Un castello spagnoleggiante, che appare come un miraggio nel deserto, una delle attrazioni più eccentriche e mitiche di Death Valley. Costruito negli anni '20 dal dirigente assicurativo di Chicago Albert Johnson, lo Scotty’s Castle era una meta per le vacanze di Johnson e di sua moglie Bessie, ma il principale residente del luogo fu Walter Scott, un cercatore d’oro e cowboy che partecipò agli spettacoli “Wild West” di Buffalo Bill. Johnson aveva compiuto investimenti nelle attività minerarie di Scott e i due divennero amici. Scott amava ripetere a chiunque fosse disposto ad ascoltarlo che il castello da 2 milioni di dollari era stato costruito con i profitti delle sue miniere d’oro.

Benché la sua costruzione non sia mai stata portata a termine, il castello è ricco di decorazioni in ferro battuto, piastrelle, arredamenti creati su misura e stravaganti pezzi di antiquariato e tappezzerie. Un elemento di rilievo è la Chimes Tower, che contiene una serie di 25 carillon programmati per suonare ogni quarto d’ora. Lo Scotty’s Castle ha anche un organo con 1.121 canne, installato nella sala della musica. Le sue melodie hanno intrattenuto ospiti di alto livello del castello, come Betty Grable, Will Rogers e Norman Rockwell. Potete esplorare il castello partecipando ai tour di un’ora accompagnati dai ranger (tour del tunnel sotterraneo sono disponibili da novembre alla metà di aprile, più raramente d’estate). I biglietti per i tour giornalieri sono in vendita allo Scotty’s Castle Visitor Center. È possibile prenotare telefonando al numero 877-444-6777 con almeno un giorno d’anticipo.

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Greg Willis/Flickr

Mosaic Canyon

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Mosaic Canyon
Pareti levigate di marmo si ergono verso il cielo

Mosaic Canyon è uno dei luoghi più belli della Death Valley; i suoi stretti sentieri scavati nel marmo possono essere percorsi senza particolari difficoltà. L’itinerario consente di ammirare rocce lucide e marmi levigati e si sviluppa in salita, costeggiando le pareti altissime di un canyon angusto. Il passare del tempo e le acque piovane hanno frantumato le rocce e levigato le pareti del canyon, trasformandole nel marmo che oggi viene utilizzato per la decorazione delle abitazioni. Lungo il percorso sono chiaramente visibili le brecce multicolori di Mosaic Canyon, un tipo di roccia sedimentaria costituita da un conglomerato di altre rocce. Proseguendo, il canyon si restringe per poi ampliarsi nuovamente, fino a terminare presso l’antico letto di una cascata ormai prosciugata.

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Keith Skelton/Flickr

Badwater e Artist’s Drive

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Badwater e Artist’s Drive
Per gli appassionati di fotografia: due luoghi del parco da non perdere

Nessuna visita alla Death Valley può considerarsi completa senza una fermata a Badwater, il punto più basso del Nordamerica: qui l’altimetro si ferma a 86 metri sotto il livello del mare. La sua ampia estensione di distese saline e pozze salmastre costituiva una terribile delusione per i pionieri assetati che attraversavano il deserto nel 1800 alla ricerca di una vita migliore. Le pozze salmastre, che possono trasformarsi in laghetti dopo una tempesta, sono ciò che resta di un lago che centinaia di migliaia di anni fa raggiungeva la profondità di 183 metri. Tutto quello che oggi rimane è una zona surreale di scricchiolanti cristalli di sale.

In fondo alla strada da Badwater potete trovare un bivio che vi conduce ad Artist’s Drive, una strada panoramica lunga 14,5 km con vista su tutte le sfumature di colore delle colline di rocce sedimentarie dell’Amargosa Range. Il momento migliore per la visita è il tardo pomeriggio, quando i colori della tavolozza si accendono di rosa, malva, oro, verde e lavanda.

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Chao Yen/Flickr

Ubehebe Crater

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Ubehebe Crater
Passeggiare sulle pareti di un vulcano inattivo da non molto tempo

Forse non più di 300 anni fa, la lava incandescente, entrando in contatto con la falda acquifera sotterranea, provocò una forte esplosione dovuta alla creazione di vapore e al conseguente aumento di pressione che si tradusse in un’enorme eruzione vulcanica. Al termine dell’eruzione, è comparso un cratere largo 800 metri e profondo 183 metri. Il cratere, con le sue rocce sedimentarie di colori diversi, è facilmente visibile dalla strada principale del parco, a 8 km da Grapevine. Per osservarlo più da vicino si può percorrere un sentiero che conduce lungo la cresta sudoccidentale dell’enorme Ubehebe Crater, verso altri crateri più antichi, come il Little Hebe. Sono crateri molto più piccoli, ma d’aspetto simile, colorati di nero e cenere, con pareti erose su cui spiccano fasce di minerali arancione e ruggine. Dall’alto dell’anello dell’Ubehebe, spostando lo sguardo verso ovest è possibile osservare la frastagliata cresta del Last Chance Range.

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Le dune di sabbia di Mesquite Flat

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Le dune di sabbia di Mesquite Flat
Divertimento tra le dune

Le dune di sabbia di Mesquite Flat, alte circa 30 metri, rappresentano senza ombra di dubbio la migliore introduzione alla Death Valley per i neofiti del parco. Non sono le più alte della Death Valley (il primato spetta alle Eureka Dunes, raggiungibili solo con mezzi fuoristrada), ma sono le più accessibili.

"Il momento migliore per visitarle è poco prima dell'alba o al tramonto, quando la magia di luci e colori rende l'atmosfera incredibilmente speciale."

Una passeggiata su queste dune vellutate e increspate farà subito sentire il visitatore in un luogo decisamente inconsueto. Impossibile tracciare percorsi sulle dune, perchè la loro fisionomia cambia con il soffiare del vento; si rende quindi necessaria una buona dose di improvvisazione: si consiglia di procedere in linea retta dal parcheggio alla cresta sabbiosa più elevata e percorrere la distanza a proprio piacere. Il momento migliore per visitare questo luogo è poco prima dell’alba o al tramonto, quando la magia di luci e colori rende l'atmosfera incredibilmente speciale. Le ombre lunghe e la luce soffusa permettono di scattare stupende fotografie. Al mattino presto, è possibile individuare le tracce lasciate dagli animali durante la notte, soprattutto le piccole impronte di uccelli e roditori. Le notti di plenilunio sulle dune sono spettacolari, ma di notte, attenzione ai serpenti a sonagli, soprattutto nei mesi più caldi.

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Brian/Flickr

Salt Creek

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Salt Creek
La dimora salmastra del "pupfish", un autentico fossile vivente

La Death Valley è ricca di sorprese e stranezze, probabilmente dovute al fatto che questa valle arida e desolata era un tempo parte di un enorme lago d’acqua dolce. Ciò che resta di questo lago può essere trovato a Salt Creek; qui le acque dolci divennero salate al prosciugarsi del lago, circa 10.000 anni fa. Questo habitat acquatico è la dimora del pupfish (Cyprinodon salinus) del Salt Creek. Con il mutare delle acque da dolci a salate, il pupfish si è evoluto per sopravvivere nel suo nuovo ambiente. L’evoluzione seguita da questo pesce è paragonabile a quella che sarebbe necessaria se noi umani dovessimo iniziare a bere benzina invece di acqua! E non solo: il pupfish ha la capacità di sopravvivere con temperature dell’acqua che passano dallo zero fino a 42 °C.

Una passerella di legno percorribile anche con sedie a rotelle attraversa una zona umida che ospita una vegetazione con salt grass (Distichlis spicata) e salicornia, lungo il percorso del Salt Creek. In primavera, è spesso possibile individuare piccoli pesci che nuotano nelle pozze d’acqua. Durante l’estate i pesci vanno in letargo. Durante tutto l’anno, gli uccelli canterini e l’airone azzurro maggiore si radunano proprio qui, mentre l’acqua immobile delle pozze salmastre si colora dell'azzurro del cielo.

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Will Keightley/Flickr

Visitare la Death Valley in tutta sicurezza

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Visitare la Death Valley in tutta sicurezza
Precauzioni e consigli per visitare la Death Valley

Ogni anno numerosi visitatori sottovalutano quanto possa essere calda e arida la Death Valley, indipendentemente dal periodo. Anche escursioni brevi e di bassa difficoltà verso le dune di Mesquite Flat e il Mosaic Canyon possono risultare fatali se la temperatura supera i 38 °C. Prima di tutto è necessario portare in auto o nello zaino una quantità d’acqua adeguata, oltre ad evitare qualsiasi attività nelle ore più calde del giorno. Inoltre, occorre verificare che il veicolo sia in condizioni di manutenzione ottimali e con il serbatoio pieno, prima di partire per le escursioni quotidiane. All’interno del parco è possibile fare rifornimento di carburante solo a Furnace Creek, Panamint Springs Resort e Stovepipe Wells Village. Prima di iniziare le attività della giornata, verificare i pneumatici, controllare il serbatoio e la scorta d’acqua. Importante sapere che la copertura per i telefoni cellulari nella zona è minima o assente, per cui è impensabile di potersi affidare al cellulare per eventuali soccorsi. In generale, prima di partire, è fondamentale essere preparati a ogni evenienza.

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